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Sky Atlantic 1992: l’immaginario di una generazione e la Social TV

Finire di lavorare, accendere la TV e trovare Beverly Hills 90210 fa uno strano effetto.
La stessa rilassante sensazione di aver finito i compiti e le attività extrascolastiche, essere tornati a casa e sapere che è in onda una nuova puntata del tuo “telefilm” – nell’epoca pre-“must-see television” li chiamavamo ancora così – preferito.

Quasi ti senti in colpa a prendere l’iPhone per mandare un tweet e commentare l’episodio.
Però lo fai, perché sei troppo contento, perché non ti sembra vero che dopo tanti anni hai a disposizione un intero canale che ti permette di risintonizzarti sui tuoi 9 anni, sul periodo in cui non avevi ancora Internet e certamente non esistevano i Social Media.

Per il lancio di 1992 – la serie TV su Tangentopoli co-prodotta da Sky, Wildside e La7 e presentata al Festival di Berlino – Sky Italia ha dedicato un intero canale, Sky Atlantic 1992, alla messa in onda di film, telefilm, videoclip, eventi sportivi e programmi dedicati agli anni ’90.

La sensazione che ne viene fuori è che l’operazione sia stata qualcosa di più di un lungo teaser. Ci sono tre aspetti che mi colpiscono in modo particolare:

  1. 1. Sky è riuscita a dare visibilità non solo alla serie, creando una lunga attesa, ma anche al canale stesso, che a breve festeggerà il suo primo anno
    Da appassionata di serie TV, Sky Atlantic era il mio canale preferito quando vivevo in UK, nel 2011. Potete immaginare la gioia di vederlo arrivare anche in Italia. Resta però senza dubbio un canale quasi “da intenditori”, con serie TV che potremmo rimandare al macro-insieme della “quality TV” ed una strategia che, come già accaduto su canali come FOX, privilegia spesso la messa in onda contemporanea con gli Stati Uniti, nella piena consapevolezza del fatto che buona parte dell’audience non ama aspettare (anche per evitare l’effetto spoiler, di cui ho parlato nel mio post precedente).
    Sky Atlantic però è anche e principalmente il posto in cui le serie TV precedentemente destinate a Sky Cinema trovano spazio proprio. In effetti ha più senso mandare in onda 1992 insieme ad House of Cards che non disperderla (almeno non esclusivamente) nel flusso dei film.
    In sintesi, il risultato ottenuto è ottimo: creazione dell’attesa, fidelizzazione ed eventuale scoperta di altri contenuti interessanti. Il tutto su un canale che è di proprietà di Sky e che quindi può costituire un punto forte nell’eventuale scelta di abbonarsi o meno all’offerta.
  2. 2. Sky ha voluto colpire un target preciso e nel contempo contestualizzare la serie a beneficio di tutti
    Diciamocelo sinceramente: non è che la mia generazione – qui classe ’82 – abbia mai ricevuto una grande attenzione. Troppo poco fortunati rispetto alla generazione dei nostri genitori (i figli del boom economico), visti come poco produttivi rispetto al fermento dei decenni che ci hanno preceduti, un po’ sacrificati con la scusa di “vi daremo un futuro migliore” (e intanto vi togliamo la certezza di un lavoro), siamo poi diventati i primi interpreti di un cambiamento incomprensibile o sottovalutato dai più.
    Siamo stati pionieri di Web e Social, abbiamo provato per primi l’ebbrezza di cambiare le regole della socialità (“davvero possiamo usare gli SMS?!?”) e siamo cresciuti con le grafiche 8 bit e le console (dopo oltre vent’anni sento ancora nelle orecchie frasi apocalittiche tipo “i videogiochi rendono violenti”). E adesso che abbiamo raggiunto età e potere di acquisto rilevanti per gran parte dei brand, possiamo vedere una corsa al recupero dell’immaginario anni ’90.
    Sky Atlantic 1992 l’ha completamente riportato in vita. Così accendi la TV e trovi Federico Buffa che racconta di Michael Jordan, Willy il Principe di Bel Air che cerca di adattarsi alla vita da ricco, o il triangolo amoroso Brenda-Dylan-Kelly. E tutti gli status symbol che ne conseguono:
    Schermata 2015-03-20 alle 10.33.06
    E ciononostante ti trovi perfettamente a tuo agio.
    La sensazione è che l’operazione del gruppo di Murdoch non sia quella di una semplice contestualizzazione (“Mentre in Italia scoppiava lo scandalo Tangentopoli, questi erano il contesto e il sistema di riferimento valoriale dell’epoca”) ma letteralmente di un preciso ammiccamento ad una intera generazione perfettamente in target con la serie TV.Schermata 2015-03-20 alle 10.32.34
  3. 3. Sky ha virtualmente creato una cerniera tra l’epoca pre-Social TV e quella attuale
    Se vi siete trovati a commentare uno dei programmi del canale – e negli ultimi 30 giorni si sono registrati oltre 1.150 tweets con hashtag #SkyAtlantic1992 – probabilmente, almeno per un istante, vi sarete sentiti “strani” a usare un mezzo come Twitter per lamentarvi di auto Brenda sia insopportabile o la finale di Wimbledon emozionante. Perché nel 1992 per fare tutto questo dovevate chiamare al telefono (fisso!) la vostra compagna di classe, e se volevate dirlo anche agli altri vi toccava fare le chiamate multiple.
    Adesso basta un tweet o un post su Facebook.
    Schermata 2015-03-20 alle 10.33.54
    E’ il completo annullamento di una distanza di mezzi e modalità di comunicazione lunga 23 anni. Ma la naturalità con cui lo si fa è indicativa del fatto che certe pratiche sono ormai entrate a far parte di diritto della nostra quotidianità.
    Non solo, ma per Sky questa operazione si traduce in buzz spontaneo intorno al programma. Sarebbe interessante capire l’investimento totale di tutta l’operazione promozionale.

Recupero dell’immaginario di una generazione, creazione dell’attesa per un nuovo prodotto e uso intelligente della Social TV per creare hype.
Adesso non resta che verificare i dati di ascolto.

PS: Sky se mi leggi non è che potresti lasciare attivo il canale? 😀